Una recente pronuncia della Giustizia amministrativa sanziona severamente l’intermediario per informazioni ingannevoli e omissive sui titoli di risparmio.
Un’importante affermazione della tutela del consumatore contro l’ingiusta perdita dei propri capitali causata dal mero decorso del tempo:il TAR del Lazio, con la Sentenza del 1° settembre 2025, n. 15916, ha confermato le pesanti sanzioni inflitte all’operatore per non aver informato adeguatamente i clienti sulla scadenza e sulla prescrizione dei Buoni Fruttiferi Postali. La decisione ribadisce la centralità degli obblighi di trasparenza, segnando un fondamentale punto a favore di tutti coloro che rischiano di vedere i risparmi di una vita svanire nel nulla a causa di omissioni informative.
Buoni Fruttiferi e Prescrizione. Per comprendere appieno la portata e il valore di questa vicenda, è opportuno definire in premessa alcuni concetti essenziali. I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono tradizionali strumenti finanziari garantiti dallo Stato, destinati storicamente alla raccolta del piccolo risparmio.
La prescrizione, invece, è un istituto giuridico che determina la definitiva estinzione di un diritto qualora il titolare non lo eserciti per un determinato periodo di tempo ininterrotto. Nel caso dei BFP, trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo, il diritto si prescrive: questo significa che il risparmiatore perde, in modo irreversibile, non soltanto gli interessi maturati nel tempo, ma anche il diritto al rimborso dell’intero capitale originariamente investito.
Le pratiche commerciali scorrette. Nel nostro ordinamento, costituisce “pratica commerciale scorretta” qualsiasi condotta posta in essere da un professionista che, in aperta violazione dei normali doveri di diligenza, risulti idonea a falsare il comportamento economico del consumatore, inducendolo in errore o alterandone le scelte. È esattamente su questo principio che si poggia la ferma presa di posizione del Giudice Amministrativo, intervenuto a confermare le sanzioni irrogate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le gravi omissioni riscontrate nella documentazione consegnata ai sottoscrittori dei BFP.
L’illusione del rimborso perpetuo. Il Tribunale ha posto in viva luce come l’indicazione “Capitale investito sempre rimborsabile”, inserita nelle schede informative di sintesi predisposte per i clienti, costituisca una dicitura gravemente decettiva. Essa ometteva del tutto di menzionare il fatale termine di prescrizione. Questa rilevante ambiguità, come si legge chiaramente nelle motivazioni della sentenza, è idonea a lasciare intendere al cittadino che il diritto al rimborso fosse perpetuo, celandogli di fatto le conseguenze patrimoniali catastrofiche legate allo spirare del tempo.
Il dovere di trasparenza. Per i giudici non è affatto sufficiente il mero rispetto formale della preesistente modulistica ministeriale. L’intermediario è un professionista qualificato su cui gravano in ogni caso rigorosi obblighi di buona fede e di correttezza precontrattuale e contrattuale. La pronuncia, infatti, censura duramente la mancata adozione di iniziative dirette ad avvisare tempestivamente i risparmiatori dell’imminente prescrizione dei loro titoli. La sentenza stabilisce un principio inequivocabile: il rispetto della rigida disciplina di settore «non vale ad esonerare il professionista dal porre in essere quei comportamenti ed accorgimenti ulteriori» necessari a salvaguardare la strutturale debolezza del piccolo investitore, a maggior ragione di fronte a centinaia di migliaia di buoni prescritti e a milioni di euro andati perduti.
Nuove prospettive di tutela. L’affermazione della responsabilità dell’intermediario per tale condotta omissiva segna un vero e proprio spartiacque per i diritti dei piccoli investitori. Riconoscere il risparmiatore quale consumatore significa garantirgli il massimo scudo previsto dalla legge contro le asimmetrie informative. Questa autorevole decisione non solo offre una lucida ricostruzione giuridica delle dinamiche di collocamento del risparmio, ma apre nuovi orizzonti per tutti coloro che, confidando ciecamente nella sicurezza dell’investimento, si sono visti negare il rimborso dei propri risparmi. Essa fornisce, oggi, solidi argomenti e spunti per valutare attivamente eventuali percorsi di ristoro del pregiudizio patrimoniale subìto.
Link alla Sentenza: https://mdp.giustizia-amministrativa.it/visualizza/?nodeRef=&schema=tar_rm&nrg=202300105&nomeFile=202515916_01.xml&subDir=Provvediment